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Ciclofficine con ristorazione – Seconda parte: da Milano a Catania

 
di Mariachiara Montera

484680_190384691127403_1802386343_nDi ciclofficine con ristorazione ne è piena l’Europa, Londra capofila con LookMumNoHands: in Italia gli esempi sono pochi, ma destinati ad aumentare e allinearsi ad altri paesi ciclisticamente evoluti.

A Milano, insieme all’Upcycle Bike Cafè, c’è la Ciclofficina della Cascina Cuccagna, che condivide il cortile e il mood con Un Posto a Milano, ristorante e caffetteria: qui cucina Nicola Cavallaro, famoso e sorridente chef che vi preparerà il migliore pollo arrosto di tutta Milano. Nell’officina potrete imparare a riparare in autonomia la vostra bicicletta, e intanto godervi il progetto di recupero moderno e funzionale di una vecchia Cascina nel cuore della city: tra un orto e una biobottega, si può spendere l’intera giornata godendosi sdraio e i piatti semplici e curati del ristorante.

MC970056_942longBuono, quindi, e conviviale: l’esempio lampante di locale accogliente si trova a Torino, dove da pochi mesi ha aperto pʌɪ Bikery, un progetto di tre ragazzi (Arianna, Daniel e Andrea) che hanno deciso di costruire il proprio angolo di cicloparadiso nel quartiere in espansione Aurora: qui la caffetteria offre muffin, cheesecake, biscotti e ottimi sandwich insieme a nostalgiche limonate in bottiglie di vetro. Mentre Daniel ripara la vostra bici, potete bere un caffè navigando con il free Wi-Fi, lavorando magari da qui se siete freelance.

Non di solo nord e palazzi vivono le bici: in provincia di Savona, località Ca’ de Badin, Tosse, Noli c’è la Ciclofficina dei Veganierranti, dove riparano bici e tengono corsi di cucina vegana, all’insegna del principio dell’autoproduzione di energia, che passa per alimenti e mezzi di locomozione.

970853_125049571030814_82897056_nUnico esempio al sud è a Catania, con la ciclofficina ZeroNove a San Berillo: i fautori sono quattro ragazzi (Davide, Federico, Marco e Pasquale), che riparano biciclette o ne assemblano di nuove. L’associazione è anche sede di un bar, gastronomicamente irrilevante rispetto ai locali di cui sopra ma un buon luogo di ritrovo dove bere insieme, magari sfogliando un catalogo per bici e meditando sulla separazione dalla vostra macchina.

Il prossimo passo? Bar e gastronomie che noleggino bici per girare la città, nuove realtà commerciali che affianchino in maniera sinergica il lavoro degli Uffici di Promozione Turistica per offrire un modo diverso di vivere le città: prima si viene accolti da un buon caffè e una pausa torta, e poi si pedala per digerirla, tra un monumento e l’altro.

 

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