Bike sharing

di Alfredo Bellini

Velib (bike sharing a parigi)La prima volta che vidi e provai un servizio di bike sharing mi trovavo a Parigi.

Non conoscevo la città e mi sembrava di vedere tante biciclette in giro, più di quante ne avessi mai potute immaginare. Capitava così, nel percorrere la città, di vedere qualcuno che si avvicinava alla stazione di una metropolitana, e prelevare con una tessera magnetica una bicicletta. Voilà, pronto a pedalare.

Ricordo che quasi ad ogni fermata di metropolitana c’erano punti di stazionamento per biciclette, e in continuazione persone (professionisti e  studenti in particolare) che prelevavano o riconsegnavano bici prese precedentemente in quel punto raccolta, o in qualsiasi altro punto della città. Un bel vedere, non c’è che dire!

La considerazione che mi accompagna da allora è che la condivisione di un mezzo per sua natura libero come la bici, aumenta il senso di appartenenza ad un luogo, e sicuramente ridimensiona quel senso di solitudine e smarrimento che spesso accompagna il ciclista urbano.

Ma che cos’è esattamente il bike sharing?

Il bike sharing (traducibile come “condivisione della bicicletta”, talvolta indicato come servizio di biciclette pubbliche) è uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione delle amministrazioni che intendono aumentare l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici (autobus, tram e metropolitane) integrandoli tra loro (servizio di trasporto intermodale) attraverso l’utilizzo delle biciclette condivise, per i viaggi di prossimità dove il mezzo pubblico non arriva o non può arrivare. (Fonte Wikipedia)

Il bike sharing, per la sua realizzazione, può anche avvalersi di partership di privati. Oggi è sicuramente molto utilizzato, e con successo, in diverse città europee, mentre in Italia la sua diffusione viaggia tra luce ed ombra.

In Italia, alla fine del 2009, si contano circa 130 sistemi di bike sharing, con una prevalenza nei comuni del Nord e del Centro rispetto al Sud. In particolare le regioni in cui si rileva una maggiore presenza del bike sharing sono: Emilia Romagna (19), Piemonte (16),Veneto (15), Lombardia (13). Seguono Marche, Puglia, Liguria e tutte le altre regioni, escluse Campania, Calabria e Basilicata. (Fonte: Lorenzo Bertuccio, Congresso del Club delle Città per il Bike Sharing, Milano, ottobre 2009)

Ecco alcuni link di riferimento di esperienze di bike sharing in italia

Le città di Genova e Siracusa utilizzano anche la bicicletta a pedalata assistita per effettuare il servizio di bike sharing.

La quasi totalità dei servizi di bike sharing in italia viene effettuata prevalentemente con due modalità di utilizzo: sistema a chiave e sistema a tessera magnetica.

Con il sistema a chiave le biciclette vengono prelevate attraverso una chiave, codificata, non duplicabile, e con la stessa è possibile utilizzare qualsiasi bicicletta in qualsiasi altra città che utilizzi questo sistema. Un inconveniente, se vogliamo chiamarlo cosi, è che la bicicletta va riconsegnata nello stesso luogo dove è stata prelevata. Il vantaggio è un costo di gestione molto basso e la possibilità di utilizzare la bici in città diverse con la stessa chiave.

Con il sistema a tessera magnetica le biciclette vengono prelevate in qualunque stazione presente sul territorio e riconsegnate in qualsiasi altra stazione, anche in un luogo diverso da quello di origine. Il vantaggio è un utilizzo molto rapido e flessibile della bici, per il tempo necessario ad effettuare lo spostamento.Una volta parcheggiata la bici presso un punto di stazionamento, la stessa diventa disponibile per un altro utente, e cosi via. La tessera magnetica permette la registrazione tramite internet e pagamento tramite carta di credito.

Un sistema di bike sharing molto interessante è quello sperimentato nella città di Ascoli Piceno attraverso l’iniziativa “Adotta una bicicletta, dove i singoli commercianti gestiscono il servizio, guadagnandoci in pubblicità.I negozianti che fanno richiesta all’associazione Amici della bicicletta di Ascoli, ricevono gratuitamente le bici,  e si impegnano nella manutenzione.

A fine giornata le ripongono al chiuso, e durante il giorno le tengono parcheggiate davanti al negozio, senza rastrelliera per contenere i costi. Le spese di manutenzione sono a carico dell’associazione ciclistica. Le bici si ritirano direttamente dai negozianti per un noleggio di massimo quattro ore, tranne che per i turisti che il primo giorno posso tenerle tutta la giornata. Un bel vantaggio è il costo basso di gestione e atti vandalici ridotti al minimo, perchè le bici, durante la notte, sono custodite al sicuro.

Sicuramente, in Italia, esistono diverse iniziative che funzionano e che stanno prendendo sempre più piede, soprattutto in centri urbani di piccola e media dimensione. Nelle grandi città il servizio spesso però non è capillare, e si riduce solo a piccole determinate aree dei centri storici. La difficoltà di implementazione nelle grandi città risiede probabilmente nella mancanza di percorsi realmente ciclabili, come invece avviene in altre realtà europee.

 

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4 Risposte a “Bike sharing”

  1. Buongiorno!
    Con i mio post voglio solo precisare che il servizio di bike sharing a Roma non è mai partito, causa incuria, totale assenza d’informazione e pessima organizzazione.
    Confidiamo nell’attuale sindaco Marino.

     
    • Walter Raffaele Maggio
    • Rispondi
  2. Salve a tutti, anche ad Avellino è cominciato un progetto di bike sharing dal concetto tutto rivoluzionario.
    E’ un progetto snello e che supera un pò le strutture, il che risulta comodo in caso la bici e i relativi servizi legati, non siano la priorità per gli amministratori del luogo in cui si risiede. Funziona in questo modo: alcune bici vengono messe a disposizione dai cittadini, vengono stabiliti i punti di scambio nei quali si parcheggiano le bici legandole con dei catenacci a combinazione.
    Chi vuole partecipare contatta il gruppo (tramite FB oppure un forum dedicato) dopo una fase conoscitiva viene informato del codice di sblocco dei catenacci per usufruire della bici. Questo è tutto. Probabilmente un concetto troppo semplice al quale non siamo abituati…ma questo lo si potrebbe approfondire in seguito. Per il momento potete anche dare un’occhiata al video esplicativo in caso vi sia sfuggito qualcosa: http://www.youtube.com/watch?v=gUqjwodJZiY oppure andare sulla pagina del sito: http://m5savellino.webs.com/apps/blog/show/8301347-bike-sharing-a-cique-stelle

     
  3. Vi segnalo un servizio attivo a Caserta come quello di cui avete parlato nell’articolo riferito ad Ascoli che si chiama Bike4City che funziona molto bene ed è molto diffuso http://www.facebook.com/pages/City4Bike/222496174442779 quando l’ho scoperto ne sono rimasto affascinato per semplicità e funzionalità.

     
    • Caro Giuseppe, grazie per la segnalazione, il progetto attivo a Caserta, si chiama “City4bike” ed è attualmente attivo anche a Marcianise, Capua e in partenza a Santa Maria Capua Vetere e Ponza. Io ne sono l’ ideatore e mi riempie di gioia che ci sia qualcuno che abbia sentito l’esigenza di parlare di Caserta e di un “made in CAserta” positivo…grazie ancora Gaetano Riccardelli

       

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