Diario di un corriere in bicicletta: intervista a Roberto Peia
In occasione della pubblicazione del libro “Tutta mia la città-diario di un bike messenger“, Ediciclo Editore, abbiamo fatto alcune domande all’autore del libro, Roberto Peia, 56 anni sposato, tre figli, un cane, qualche bici in garage, ex giornalista professionista, fondatore e presidente di UBM (Urban Bike Messenger Milano).
Come mai hai scelto di fare il bike messenger, il corriere in bicicletta a Milano?
Un po’ per scelta , un po’ per necessità… Dopo il mio ultimo contratto giornalistico, poichè la crisi c’è e picchia duro, ed ha iniziato a picchiare ancor prima nell’editoria, mi sono trovato a spasso. E così ho pensato di unire la vecchia passione per la bici ad una possibile nuova occupazione. Dato che i messengers esistevano da decenni in metropoli americane ed europee come Chicago, Londra, New York, Berlino, ho pensato che la cosa avrebbe potuto funzionare anche a Milano… che è molto più piccola di Chicago o Londra, meno fredda di Berlino o Helsinki, più piatta di San Francisco o Lugano!
Da quanto tempo fai questo lavoro?
Dal settembre 2008
Raccontaci come nasce l’idea di scrivere il libro “Tutta mia la città-diario di un bike messenger”…
Be’, da un lato scrivere è stato uno dei “mestieri” che ho fatto: articoli, interviste, comunicati stampa.. Avevo anche iniziato a scrivere qualcosa pensando ad un blog di UBM.
Poi un giorno mi trovavo a “Fa’ la cosa giusta”, la fiera del consumo critico e sostenibile, e avevamo il nostro stand di fianco a quello di Ediciclo Editore. Parlando con il direttore di questa nobile casa editrice, ho raccontato un po’ di me e di UBM e lui mi ha detto: “Secondo me questa è una storia da raccontare… perchè non ci provi? Mandami qualche capitolo”. E così ho sistemato quello che avevo già buttato giù per il blog, ho proposto di aggiungere qualche altra storia di luoghi e personaggi della Milano a pedali, e ho inviato una prima sinossi. È piaciuta, e mi hanno detto “Vai avanti!”… e in due mesi ho scritto il libro!
Ogni capitolo racconta luoghi, personaggi ed esperienze che hai vissuto facendo il bike messenger. Qual è l’episodio che ricordi con maggior piacere?
Difficile scegliere perchè sono tanti. L’incontro con Vanni Pettenella, medaglia d’oro nella velocità su pista alle Olimpiadi di Tokio del 1964, nella sua bottega piena di bici e ricordi, e i suoi insegnamenti… Le consegne fatte nelle scuole elementari milanesi del materiale dell’iniziativa dei Genitori Anti Smog “Siamo nati per camminare”: tutti i bambini a bocca aperta a guardare un ciclista, con zaino e casco a girare per i corridoi! Il giorno in cui siamo riusciti ad entrare nel Vigorelli e fare a tre veloci giri prima che ci sbattessero fuori…!
Nel libro descrivi anche la città di Milano e i suoi angoli nascosti. Com’è la città dal punto di vista del corriere in bicicletta?
È una città a due facce: da un lato senti rumori ed odori, percepisci stress e frustrazione, devi stare attento ai pericoli, alle macchine che ti tagliano la strada, a pavè, ai binari .
Dall’altro ti accorgi che ha anche angoli belli, silenziosi, che puoi passare in vie tranquille, in parchi e giardini, accanto a case e monumenti belli.
Ci sembra di capire che la tua esperienza di bike messenger sia anche una esperienza interiore, di emozioni personali e profonde. Ci racconti un pò?
È la bici stessa che ti trasmette sensazioni forti e che ti stimola a pensare senza le distrazioni dell’autoradio o del vivavoce. È sul sellino che capti una diversa visione della città e della sua vivibilità. Quando incontri dei lavoratori che d’estate, a 40 gradi all’ombra, sudano per riasfaltare una strada, non puoi non pensare alla loro fatica, al loro sudore (simile al tuo) e a non doverli ringraziare… Quando passi in una piazza dove sai che una ragazza in bici è stata investita ed è morta non puoi non pensare a lei, alla sicurezza, a te e ai tanti come te che rischiano un incidente.
La bici è emozionante di per sé, e generalmente trasmette emozioni positive, le stesse che trasmette ai bambini: perchè per loro è un gioco. Per me è lo stesso: come dice Altan: “Porto in giro il bambino che è in me”.
Milano è la prima città italiana che ha avviato il servizio dei corrieri in bicicletta. Quale consiglio daresti a chi vuole avvicinarsi al lavoro di bike messenger?
Innanzitutto che i primi tempi sono duri! Che prima di partire sarebbe bene fare un’analisi di mercato, un piano operativo e prevedere gradi di fattibilità o riuscita del progetto. L’analisi di mercato dovrebbe indirizzarsi sia nella comparazione riguardo ai corrieri tradizionali che in uno studio di settore: quali attività sono maggiormente sviluppate nel territorio? Quante per categoria? Popolazione? Clienti già interessati?… Quindi i planning operativi, gli investimenti economici e la gestione delle risorse umane, ovvero riuscire a trovare delle figure che svolgano mansioni di:
- lavoro di segreteria, fatturazione, contabilità
- comunicazione, marketing, commerciale (ricerca clienti), rassegna stampa
- corrieri (a seconda della grandezza della città: tendenzialmente ne servirebbero, per partire, almeno tre : un turno la mattina, un turno il pomeriggio, un “jolly”) che dovrebbero avere una bici performante; conoscere bene la toponomastica della città, saper fare manutenzione alla bici (almeno riparare una foratura o gestire piccole riparazioni durante le consegne)
A chi pensi piacerà il tuo libro?
A chi cerca storie vere.
A chi ama la musica (ogni capitolo termina con un “suggerimento musicale”).
A qualche milanese che ama/odia Milano.
Alle mamme che portano i loro figli all’asilo sul seggiolino.
A chi ha un cane.
A chi va in scatto fisso.
A chi ha perso un amico.
A chi ha una Graziella.
A chi è stata rubata una bici.
A coloro che hanno paura ad andare in bici nel traffico (spero!).
A tutti quelli che amano andare in bicicletta.
Roberto Peia, Tutta mia la città – diario di un bike messenger, Ediciclo Editore, 2011.


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