Pedalare come cura di sé

 

di Alfredo Bellini

Quando cammini, segui la strada con spirito tranquillo, senza essere teso né agitato. Per te dev’essere come meditare.

Questa citazione di Dugpa Rimpoce sul camminare (tratta da Le piccole illuminazioni, Edizioni Mondadori) rappresenta un invito a riappropriarsi di uno sguardo fresco ed attento verso ciò che ci circonda. Lo stesso invito può essere rivolto a chi va in bici e il pedalare può diventare così un’arte, un esercizio di consapevolezza e di meditazione, un vero e proprio atto di cura.

Immaginate ad esempio di prendere la bici, salirci su e iniziare a pedalare lentamente, senza fretta, lasciando andare ansie e preoccupazioni, abbandonando per un momento tutte le questioni sospese e i problemi quotidiani.

Pedalare senza agonismi e senza un particolare luogo da raggiungere, ascoltando solo i movimenti dei muscoli, il respiro, il battito del cuore, aiuta a stare meglio nel corpo e nella mente. Ci si disintossica e ci si libera dallo stress, dalle tossine e dalle ansie di tutti i giorni.

Le prime volte che si sperimenta questo modo di pedalare, la mente sarà ancora legata al passato, ai problemi, alle tensioni interiori… Forse percepiremo il corpo distante da noi, come un qualcosa di estraneo, abituati come siamo a sentirci separati dagli altri e soprattutto da noi stessi.

Ma dopo qualche giorno, se continuiamo a prestare attenzione al nostro movimento con calma ed ascolto, qualcosa inizierà a cambiare e avverrà una trasformazione: in modo naturale riprenderemo contatto con noi e con il nostro respiro.

Con la pedalata contemplativa, ci muoveremo con il corpo, ma la nostra mente non vagherà più, sarà pienamente immersa nel vivere le sensazioni interne ed esterne, senza più pensare al passato o al futuro, mente e corpo uniti finalmente, in cui tutti i sensi partecipano al movimento consentendo così di abbandonare pensieri negativi e ossessivi pieni di sofferenza.

Nel movimento ipnotico del pedalare, frustrazioni, rabbia, ansie e paure si allontanano e possiamo osservare l’ambiente che ci circonda, almeno per qualche istante, con sguardo attento e presente, come se guardassimo per la prima volta.

Abbandonarsi al gesto naturale del pedalare, rallentare l’andatura e armonizzarla al respiro, rappresentano delle forme di meditazione con numerosi vantaggi sul piano fisico e psichico: il cervello diventa più lucido, pensieri positivi affiorano con più frequenza e ci sentiremo più leggeri, più centrati in noi stessi.

Andare in bicicletta per vivere meglio e farla diventare un’arte a cui dedicarci con costanza e passione, può diventare un importante momento di ri-scoperta di noi e dei nostri sensi. Non sarà il numero di km che percorreremo ad essere essenziale ma il modo in cui affronteremo l’uscita in bicicletta, ognuno con il suo ritmo, con il suo silenzio, con il suo tempo.

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