Morte Rebellin, continuano le polemiche e le tensioni anche a distanza di un anno dall’accaduto. Il camionista tedesco colpevole del suo decesso esce dal carcere e le motivazioni in tal senso fanno montare la rabbia da parte della famiglia. Andiamo a vedere che cosa sta accadendo.
La morte di Davide Rebellin rappresenta una pagina dolorosa ed ancora sanguinante per tutto il mondo dello sport italiano. Ricordiamo, infatti, che durante una sessione di allenamento sulla statale che transita presso Montebello Vicentino, il ciclista italiano fu investito da un camionista tedesco. Che, nonostante si fosse reso conto verosimilmente dell’accaduto, non prestò soccorso per accertarsi delle sue condizioni. Il tutto è accaduto circa un anno fa, il 30 novembre del 2022, ed a 11 mesi da quanto successo arriva una decisione che fa discutere e che fa montare in maniera inevitabile la rabbia anche della sua famiglia. Affamata, come è comprensibile che sia, da sete di giustizia.
Ha dell’incredibile quanto accaduto in quel maledetto per tutto lo sport italiano 30 novembre del 2022. Rebellin, mentre si allenava, è stato investito da un camionista tedesca, Wolfgang Rieke, di 63 anni, che si è dato alla fuga dopo l’incidente.
Adesso nel processo arriva una svolta. I legali del camionista, infatti, hanno chiesto una condanna per il patteggiamento di 2 anni ed 11 mesi che gli permetterebbe di uscire dal carcere ben prima del tempo inizialmente indicato. Oggi il tedesco è detenuto nel carcere di Vicenza. Il tribunale di Vicenza ha disposto che si tornerà in aula il 7 dicembre in cui sarà valutata questa pena proposta e si deciderà in un senso o nell’altro.
L’accusa per il camionista è quella di omicidio colposo aggravato e di fuga. Oltre che di omissione di soccorso, vista la sua fuga subito successiva all’incidente. Inizialmente la richiesta era di ben 6 anni e mezzo, ma è stata già ridotto per la decisione di utilizzare il rito alternato e per aver già disposto un importante rimborso alla famiglia, pagato dalla assicurazione. Si tratta di una cifra, infatti, che si aggira intorno agli 800mila euro. Di fronte a questa ipotesi di una ulteriore riduzione della pena, la famiglia è insorta e si è detta contraria. Wolfgang Rieke, infatti, è recidivo dal momento che già nel 2001 aveva provocato un grave incidente, in quel caso in Puglia.
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