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Sport

Eddy Merckx, chi è? Cuore, Il Cannibile e la bici, palmares, Tour de France

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Matteo Fantozzi

Eddy Merckx, noto anche come Il Cannibale, è stato uno dei più grandi ciclisti del nostro paese. Andiamo dunque a scoprire qualcosa più da vicino.

Personaggio dotato di una personalità prepotente è un uomo straordinario che in passato ha fato la storia dello sport internazionale.

Eddy Merckx, chi è? (ANSA) Bicizen.it

Eddy Merckx, chi è?

Eddy Merckx nasce a Meensel-Kiezegem in Belgio il 17 giugno del 1945. In carriera ha militato in diverse categorie di ciclismo dalla strada al ciclocross passando dal ruolo di pistard.

Le sue imprese gli hanno permesso di essere definito dall’ideatore del Tour de France, Jacques Goddet il ciclista più forte di sempre rispetto a Fausto Coppi che da questi era considerato il più grande.

Cuore

Eddy Merckx, il racconto (ANSA) Bicizen.it

Non tutti lo sanno ma il grandissimo ciclista Eddy Merckx ha rischiato di non poter fare la carriera poi effettivamente messa in pratica. Questo perché ha rischiato la vita per dei seri problemi al cuore come abbiamo scoperto nella biografia Eddy Merckx, il Cannibale.

Negli anni sessanta gli fu diagnosticata un’anomalia cardiaca severa che con le norme attuali sarebbe stata incompatibile con la condizione da agonista. Ai suoi temi il tutto però non fu ritenuto importante. Fu il dottor Giancarlo Lavezzaro a evidenziare una cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva nelle cartelle dell’ex ciclista.

Come raccontato da La Stampa lo stesso ciclista ha specificato: “Ho sempre saputo di avere un cuore particolare. In famiglia ci sono stati diversi casi di problemi cardiaci. Mio padre e alcuni miei zii sono morti molto giovani, motivo per cui facevo delle visite ogni anno, nessuno però mi ha mai detto che avevo dei problemi seri”.

Il Cannibale e la bici

Eddy Merckx, il Cannibale (ANSA) bicizen.it

La bici era il grande amore di Eddy Merckx che era soprannominato il Cannibale, ma da cosa deriva questo nome? La scelta è legata al fatto che era uno che voleva sempre e comunque vincere, raggiungendo il massimo risultato anche nella gara meno importante a cui partecipava.

E proprio questa fame di vittorie gli ha permesso di raggiungere i grandi risultati raccolti in carriera dandogli il La per andare anche oltre a quello che era nelle sue potenzialità. Persona di grandissima affidabilità gli ha permesso di fare un salto di qualità nel corso degli anni e di raggiungere i risultati che sicuramente si è meritato nel tempo e che hanno costruito attorno a lui una vera leggenda.

Palmares

Eddy Merckx, il palmares (ANSA) Bicizen.it

Il palmares di Eddy Merckx si accende quando si parla delle cinque vittorie al Tour de France (1969, 1970, 1971, 1972, 1974) e le cinque al Giro d’Italia (1968, 1970, 1972, 1973, 1974). L’atleta riuscì anche a vincere quattro ori ai Mondiali su strada rispettivamente di Sallanches 1964, Heerlen 1967, Mendrisio 1971 e Montreal 1974. Ha vinto invece la Vuelta della Spagna nel 1973.

Sono un’infinità i grandi successi raggiunti anche in altre gare anche molto importanti. Per esempio ha raggiunto il successo per sette vote nella Milano Sanremo, due nel Giro delle Fiandre, tre nella Parigi-Roubaix e cinque nella Liegi-Bastogne-Liegi.

In 1800 corse su strada, tra debuttanti, dilettanti e professionisti, il ciclista ha vinto 525 volte di cui ben 445 tra i professionisti. Si tratta di un record che ancora oggi è impossibile da raggiungere anche solo col pensiero.

Tour de France

Eddy Merckx tour de france (ANSA) Bicizen.it

Eddy Merckx ha vinto quattro Tour de France di fila tra il 1969 e il 1972 con un successo poi nel 1974. L’anno dopo nella competizione ha raggiunto il secondo posto, mentre l’ultima partecipazione, la settima, l’ha visto arrivare sesto nel 1977.

Come già specificato l’uomo venne definito come il più forte ciclista della storia proprio dallo storico patron del Tour de Frances, Jacques Goddett, che lo differenziava da Fausto Coppi dando a quest’ultimo il titolo invece di più grande.

Matteo Fantozzi

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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