Oggi vi raccontiamo una tragedia di cui si parla sempre troppo poco, quella della morte in motorino che fa piangere ancora oggi.
Una vita spezzata all’improvviso che ha lasciato tutti senza parole e che ha travolto il mondo dello sport all’improvviso.
Niccolò Galli aveva ancora 17 anni quando il 9 febbraio del 2001 è scomparso. Era figlio di un grandissimo ex calciatore, Giovanni Galli che per anni aveva difeso la porta del suo Milan. L’uomo ha raccontato la tragedia che l’ha colpito in uno splendido libro e cioè La vita ai supplementari che sicuramente esprime tutto il dolore di un genitore che perde un figlio.
Dopo il decesso Giovanni ha costituito la Fondazione Niccolò Galli ONLUS che si occupa di raccogliere soldi per finanziare eventi filantropici tra cui anche un memoria giovanile anch’esso dedicato al ragazzo. Quello che ci rammarica è che di questo episodio si parla fin troppo poco anche se nel settore calcistico la memoria è sempre e comunque onorata.
Oggi riviviamo quelle ore terribili, ma anche la carriera che sembrava davvero promettente per il difensore dei felsinei. Andiamo a leggere da vicino.
Niccolò Galli nasce a Firenze il 22 maggio del 1983 e ad appena dieci anni viene ingaggiato dal Torino che dopo un anno lo cede al Parma. Notato dalla Fiorentina tra il 1995 e il 1999 gioca nelle giovanili dei viola. Il colpo di scena arriva quando a 16 anni il ragazzo viene acquistato nientemeno che dall’Arsenal.
Dopo un anno nelle giovanili dei Gunners il ragazzo viene girato in prestito al Bologna dove debutta tra i professionisti, entrando in campo il 1° ottobre del 2000 nella sfida contro la Roma, che poi avrebbe vinto il campionato. Questo purtroppo lui non farà in tempo a viverlo visto che un incidente ce lo portò via il 9 febbraio del 2001.
L’episodio avviene mentre tornava a casa da un allenamento con una morte in incidente vicino al centro tecnico della squadra emiliana. Perse il controllo del mezzo andando a sbattere violentemente contro un guard rail in manutenzione. Nel 2007 il Tribunale di Bologna ha condannato in primo grado per omicidio colposo un funzionario della Coop Costruzioni con un anno e quattro mesi di reclusione e non solo lui.
Al centro della situazione c’era un tubo d’acciaio che era stato lasciato in una posizione molto pericolosa e che avrebbe contribuito al decesso di un giovane ragazzo che non meritava assolutamente di andare via così e a quell’età.
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