Fare rifornimento di benzina potrebbe diventare una cosa per ricchi. Nei prossimi mesi previsto un rincaro mai visto prima.
Se pensate che lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina abbia portato ad un aumento molto pesante del costo finale di benzina e gasolio, non avete idea di cosa accadrà prossimamente. Spostando le lancette al periodo del Covid, allora si riforniva con 1,40 euro e spiccioli al litro, mentre nelle più recenti fasi nevralgiche del conflitto si è saliti a 2 euro o anche di più, prima di una progressiva stabilizzazione tra 1,80 euro e 1,90.
Oggi sicuramente andare in stazione di servizio comporta una spesa importante e anche se i vari governanti italiani hanno provato a mettere un freno alla corsa verso l’alto sospendendo momentaneamente le accise e imponendo ai benzinai di esporre il cartello con i prezzi medi per evitare situazioni di speculazione, la situazione non è migliorata. Per ragioni sconosciute ai più si continua a dover tirare fuori uno sproposito per muoversi con un mezzo proprio e la brutta notizia è che fra non molto arriverà una nuova mazzata.
La colpa è della normativa europea ETS, ovvero l’Emission Trading System che, a partire dal 2027 regolerà le emissioni di anidride carbonica di qualunque mezzo su gomma, con l’obiettivo di ridurle e portare benefici all’ambiente. E’ chiaro che si tratta di una stretta di peso e che soprattutto metterà la popolazione in difficoltà, in quanto, se è chiaro ed assodato che nel 2035 potranno essere immatricolate solamente vetture alimentate a batteria o con e-fuel, è altrettanto vero che nessun Paese può pensare di riuscire a modificare in maniera significativa il parco circolante in appena due anni.
Attualmente, quindi, volontà e mercato stanno seguendo binari paralleli, tanto che, ad esempio una Casa prestigiosa come BMW ha appena presentato tre versioni di motori diesel, in quanto, a dispetto della campagna negativa nei suoi confronti, continua a riscuotere successo.
Come detto però, i prossimi mesi saranno teatro di un nuovo rialzo, quantificabile in 40 o 50 centesimi al litro per quanto riguarda la strategia adottata dai fornitori sotto il cappello dell’OPEC+, interessati a massimizzare i profitti, mentre sarà di 10 centesimi al litro per la benzina e 12 centesimi per il gasolio, quella previsto dalla UE. Dovessero trovare conferma questi numeri, sarebbe un vero colpo al portafoglio del consumatore.
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