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Piaggio, l’auto della Vespa che fu un disastro: guardate com’era fatta

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Antonio Russo

La Piaggio negli anni tra uno scooter e l’altro ha creato anche una vettura griffata Vespa che in pochi ricordano. Non fu propriamente un successo.

In Italia ci sono davvero tantissime industrie che si occupano di motori. Dalle auto alle moto siamo sempre stati molti attivi in questo determinato settore. Oggi molte di queste case si sono unite tra loro o sono state assorbite da gruppi più importanti, in alcuni casi anche esteri. Il Gruppo Piaggio è sicuramente un fiore all’occhiello per l’Italia intera grazie soprattutto alla sua Vespa, lo scooter per eccellenza che ha stregato il mondo.

Piaggio ACMA Vespa 400 – Bicizen.it

Naturalmente Piaggio e la Vespa sono conosciuti per le moto e gli scooter, non certo per le auto. Eppure, in tempi non sospetti, l’azienda di Pontedera, aveva investito anche sulle 4 ruote, con un modello davvero particolare. Stiamo parlando della Piaggio ACMA Vespa 400. In pochi se la ricordano, ma all’epoca fece davvero tanto scalpore.

Nel 1957, sull’onda del successo della Vespa, l’azienda decise di lanciarsi in un nuovo settore. Fu realizzata così l’ACMA Vespa 400, una microvettura costruita in Francia e precisamente a Fourchambault. Il modello in questione fu realizzato dalla ACMA, da cui prende il nome, un’azienda consociata con Piaggio. Il veicolo venne offerto in 3 diverse versioni: Luxe, Tourisme e GT.

ACMA Vespa 400: com’è nata l’auto del Gruppo Piaggio

Naturalmente i primi progetti nacquero molto prima. Il primo prototipo di quest’auto fu terminato nel 1952 e la vettura venne spesso testata di notte perché Piaggio voleva mantenere il riserbo sulla questione. Dopo svariati tentativi falliti si decise di puntare sullo stabilimento francese di ACMA. Inoltre per evitare conflitti con FIAT l’auto in questione non venne importata in Italia.

ACMA Vespa 400 (Pixabay) – Bicizen.it

Era una vettura confortevole dotata di un bicilindrico 2T. Inizialmente riscontrò anche un buon successo di pubblico con circa 20mila prenotazioni dopo la presentazione avvenuta al Salone dell’automobile di Parigi del 1957. L’uscita della nuova 500 però ne limitò le potenzialità e alla fine chiuse la propria esperienza nel 1961 con 30mila esemplari venduti.

Insomma la ACMA Vespa 400 fu limitata dalla FIAT e non riuscì mai a spiccare definitivamente il volo nonostante le buone potenzialità mostrate. Alla fine Piaggio non diede seguito alla cosa e l’auto in questione è diventata un semplice pezzo da museo. Ancora oggi viene ricordata da alcuni con una certa nostalgia. I dati parlano di un cambio a 3 rapporti (4 sul modello GT), che raggiungeva una velocità massima tra gli 85 e i 90 km/h.

Antonio Russo

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