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Categories: News

C’è un grave problema per le biciclette in Italia: dobbiamo rimediare subito

Published by
Matteo Fantozzi

In Italia c’è un grave problema che affligge il mondo delle biciclette e se vogliamo migliorare come paese dobbiamo rimediare subito.

I sondaggi e i numeri parlano chiari, la situazione è piuttosto preoccupante e sfiora l’essere drammatico. Andiamo a scoprire perché.

Grave problema per le biciclette (Bicizen.it)

L’esplosione dell’elettrico ha cambiato il mondo delle due ruote, dando la possibilità di viaggiare in bici anche a chi prima non riusciva e aveva impedimenti nel farlo. Un mezzo dunque inclusivo che ha permesso di tornare in sella a persone che prima, per un motivo o per l’altro, trovavano difficoltà nel farlo.

Oggi però vogliamo affrontare un problema che rischia di essere alla base della possibile rivoluzione ecologica che vedremo nei prossimi anni. Se si lavorerà bene infatti ci sarà la possibilità di vivere le nostre città con maggiore serenità e meno agenti inquinanti che vanno a intaccare radicalmente il nostro stato di salute senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

Con questo articolo speriamo di farvi capire qual è il centro del problema e quali sono le possibili soluzioni che potrebbero risolvere tutto e rivoluzionare un momento di difficile lettura pratica.

Il vero problema delle bici in Italia

Ipsos ha condotto un’inchiesta in Italia che ha fatto emergere il vero problema delle biciclette in Italia e cioè che solo il 10% degli intervistati ha svelato di raggiungere il proprio posto di lavoro o studio con la sua fidata due ruote. 

Proprio da quelli che non lo fanno bisognerebbe ripartire affinché si possano migliorare le nostre città, soprattutto quelle molto abitate che al momento hanno dei livelli di inquinamento che fa davvero paura.

Difficoltà sulle bici (Bicizen.it)

Il 10% di persone che vanno a lavoro in bici va a fornire un impatto deficitario nei confronti dell’utilizzo del mezzo. Statisticamente vuol dire che su un milione di persone appena centomila vanno in bici a lavoro mentre novecentomila utilizzano mezzi a benzina come auto ma anche autobus e taxi.

Certo è impossibile obbligare qualcuno, e sarebbe anche sbagliato, a prendere la bici invece dell’automobile, ma campagne di sensibilizzazione potrebbero far capire rapidamente a tutti quanto è importante questo ragionamento e come potrebbe essere salvifico per il nostro ecosistema.

E se pensate che non sarete voi a cambiare il mondo con la vostra scelta, tenete conto che se tutti la pensassero così nessuno deciderebbe di andare a lavoro in bicicletta trasformando quel 10% in un tragico e letale 0 che segnerebbe l’inizio della fine.

Matteo Fantozzi

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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