La situazione delle auto in Europa si sta facendo sempre più complicata e ora arriva un’ufficialità davvero molto pesante.
Il Vecchio Continente sta passando un periodo di certo non semplice per quanto riguarda il mondo dei motori, con la maggior parte delle aziende che sono in grossa difficoltà. Sono diversi gli aspetti e le motivazioni che stanno portando a un rallentamento delle vendite, partendo per prima cosa dall’obbligo di incentivare l’elettrico.
Si tratta di una scelta che indubbiamente lascia grosse perplessità, soprattutto perché i clienti al momento non sembrano essere intenzionati a puntare su questo ambito. La crisi dunque parte anche da una serie di decisioni da parte dell’UE e dei vari Governi, ma alla fine a pagare gli stipendi dei dipendenti e a far quadrare i conti sono le aziende.
Per questo motivo ormai il coro si sta facendo unanime per poter trovare una soluzione il prima possibile, in modo tale da poter abbattere e dare un calcio alla crisi. Anche l’Italia avrà un ruolo importante, non solo per ciò che chiederà il Governo attuale, ma anche per il parere dell’ex Premier Mario Draghi.
La richiesta da parte delle realtà automobilistiche nei confronti dell’Unione Europea è molto chiara, ovvero cercare di fare in modo che ci possano essere delle misure coerenti con la situazione del mercato attuale. Inoltre è determinante attuare una politica che si possa basare non sull’ideologia, ma solo sul concetto dell’offerta e della domanda, un discorso basilare se si vuole vivere nel libero mercato, come ci troviamo oggi in Europa.
Infine si chiede a gran voce anche di togliere quelle sanzioni sempre più difficili da capire nei confronti delle aziende che non riescono a vendere le auto elettriche. Un ruolo determinante dunque in questa situazione davvero molto spinosa l’avrà Mario Draghi, dato che le associazioni che devono tutelare i diritti delle case automobilistiche hanno richiesto la sua presenza.
Ciò che deve essere valutato infatti, come riporta mondo-motori.it, saranno proprio le politiche industriali volute dal romano. Al momento si deve fare in modo che si mettano al centro della questione i lavoratori, perché sono loro che permettono alle aziende d avere un futuro. Le Leggi del Grean Deal al momento non stanno portando ai risultati sperati, con il Governo italiano che ha chiesto una revisione, ma ciò non avverrà prima del 2026, anno considerato come cruciale.
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