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Gli Agnelli e quella folle idea di fare di FIAT una moto: il modello che tutti hanno dimenticato

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Giovanni Messi

La FIAT è una delle più note aziende in campo automobilistico, ma tanto tempo fa decise di produrre una moto. Ecco i dettagli.

Il momento è delicato in casa FIAT, brand che pur restando al vertice nelle vendite dei marchi di Stellantis non sta di certo attraversando il momento migliore della storia. Il suo massimo splendore fu toccato sotto la gestione di Giovanni Agnelli nella seconda metà del Novecento, quando mise a disposizione degli italiani dei modelli iconici, che favorirono la motorizzazione di massa. Ad oggi, quei tempi appaiono non lontani, ma lontanissimi.

Gianni Agnelli (ANSA) – Bicizen.it

Tornando indietro nel tempo, vogliamo introdurvi la storia della FIAT Moto Major del 1948, la prima ed unica moto prodotta dalla casa di Torino. Si tratta di un modello molto elegante ed estremamente tecnologico considerando che si tratta di un modello del secondo dopoguerra, che venne subito eletta come un gioiello di eleganza e bellezza. Era un vero capolavoro, ed il nome derivava da Salvatore Maiorca, ingegnere aeronautico al servizio della casa di Torino, che si occupava, prima della guerra, della realizzazione di carrelli di atterraggio per gli aerei.

FIAT, tutto sulla sorprendente Moto Major del 1948

Anche la FIAT, dopo la fine della guerra, dovette riconvertire la produzione, e nelle officine Aeritalia si puntò alla realizzazione di questo gioiello. Fu un esempio di design e tecnologia, con una carenatura molto avvolgente che nascondeva il propulsore, parte della ruota anteriore, ma anche lo sterzo. C’era poi il fanale e la stessa carenatura proteggeva le gambe del guidatore. La monoscocca in acciaio dava robustezza al mezzo, mentre il sistema sterzante era indiretto e si avvaleva di due bracci meccanici, utili per collegare il cannotto dello sterzo al manubrio.

Per quanto riguarda il motore, fu opera di un altro ingegnere molto noto all’epoca, vale a dire Angelo Biatto, che era uno dei protagonisti della realtà industriale del torinese. Era un motore monocilindrico da 350 cc con raffreddamento ad aria forzata, tramite una ventola posta sull’estremità dell’albero motore. La frizione era multidisco a secco, con cambio a quattro marce dotato di un comando a pedale, altra grande innovazione di questa moto FIAT. Impossibile dimenticarla.

Giovanni Messi

Giornalista pubblicista. Amante del motorsport e della scrittura, passioni che ho coniugato facendone il lavoro che amo. Non fermatevi mai davanti a nulla.

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