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Mercedes-Benz svela il futuro: nel 2028 arriva l’erede della Classe A, un crossover tra Suv e minivan

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Simone Tortoriello

Un nome familiare, una forma inaspettata. Nel 2028 arriverà l’erede della Classe A, ma non come ce l’aspettiamo: un’auto che mescola spirito urbano e spazio da famiglia, pronta a crescere con chi la guida.

C’è chi ha imparato a guidare su una vecchia Classe A. Una macchina piccola, concreta, che per molti ha significato “prima Mercedes”. Oggi le città sono cambiate. Le carreggiate stringono, le famiglie si muovono in squadra, i parcheggi chiedono compromessi. E la Mercedes‑Benz ha deciso di rimettere mano al suo modello d’accesso.

Mercedes-Benz svela il futuro: nel 2028 arriva l’erede della Classe A, un crossover tra Suv e minivan

L’azienda ha confermato che l’attuale Classe A resterà in vendita fino al 2028. Serve tempo per una transizione ordinata. Serve tempo per presentare un’idea nuova, senza strappi per chi arriva al marchio con budget misurati.

Il punto è questo: la prossima “piccola” della Stella non sarà una classica compatta. Arriverà come un crossover che prende il meglio di un Suv e la praticità di un minivan. Altezza di guida comoda. Porte ampie. Bagagliaio furbo. Quel genere di auto che non teme il passeggino, il monopattino o la spesa del sabato, ma resta snella per le strade del centro.

Il progetto poggia sulla nuova piattaforma MMA (Mercedes Modular Architecture), già base delle prossime CLA, GLA e GLB. È un’architettura nata per ospitare motori elettrici con sistema a 800V e soluzioni ibride. Non è ancora certo se entrambe le varianti saranno offerte fin dal lancio: l’azienda non ha comunicato dettagli definitivi.

Dietro le quinte, il responsabile della produzione, Jörg Burzer, ha spiegato l’obiettivo: creare un prodotto desiderabile per i più giovani, con un prezzo d’accesso competitivo per il segmento premium. Tradotto: tecnologia di livello, ma senza far tremare il portafogli.

Tecnologia utile, non esibita

Qui la MMA fa la differenza. L’architettura a 800 volt riduce le perdite e abilita ricariche più rapide, utile se vivi a ritmi stretti e non vuoi pianificare la settimana intorno alla colonnina. Con l’ibrido, invece, si punta a chi fa molti chilometri e vuole consumi bassi senza ansia da autonomia. Sono scelte diverse per profili diversi: la macchina si adatta a te, non il contrario.

C’è anche un dettaglio industriale interessante. L’auto potrebbe nascere a Kecskemét, in Ungheria. Non è un’informazione ancora ufficiale al 100%, ma la linea è pronta e specializzata per questi formati. Segno che la scommessa è concreta.

La forma “doppia” servirà a coprire il vuoto lasciato da Classe A e Classe B tradizionali. Niente più hatchback pura, niente monovolume classico. Una via di mezzo ragionata. Alta quanto basta per salire senza piegarsi. Compatta abbastanza per infilarsi ovunque.

Immagino la scena. Una mattina d’inverno, pioggia fine, zaino, casco, sacchetto del pane. Apri, butti tutto dietro, sali e parti. In auto senti playlist e silenzio, a seconda del motore e dell’umore. Non ti chiedi se è “premium”. Ti chiedi se ti somiglia. Se, dopo anni, ti verrà voglia di darle un nome.

Restano punti da chiarire: versioni al lancio, prezzi, autonomia reale, dotazioni di sicurezza di serie. L’azienda promette un ingresso morbido nel mondo della Stella. Il resto lo scopriremo più vicino alla produzione.

Il bello, forse, è proprio qui. In un’auto che non recita un ruolo unico, ma si apre a più vite possibili. Non è questo, in fondo, il modo in cui ci muoviamo oggi? Un po’ città, un po’ gite, un po’ futuro. Ti ci vedi, in un crossover che parla come un minivan e pensa come una Mercedes?

Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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