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BMW in causa contro i falsari: arriva il verdetto del giudice

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Filippo Imundi

La casa tedesca decide di usare il pugno duro per salvaguardare il proprio nome contro chi ne fa un uso non corretto.

Le case automobilistiche hanno dei brevetti sulle loro creazioni e questi servono per evitare utilizzi impropri. Si tratta di un processo di salvaguardia intellettuale che tutte le grandi aziende hanno. Infatti spesso non ci si fa caso perché la competitività sul mercato è tra brand che utilizzano questo sistema, non a caso le auto possono assomigliarsi nel design ma alla fine si riescono a distinguere in modo chiaro. Se ci dovessero essere conflitti si rischierebbe di avere un mercato tutto uguale e la clientela avrebbe problemi.

In passato questo non era un problema infatti vi erano marchi differenti che producevano modelli uguali, un esempio è Fiat che aveva ceduto i brevetti della Panda a Seat di modelli come Panda e Ritmo che in Spagna erano vendute come Marbella e Ronda. La casa spagnola le vendeva anche in Italia e quindi si potevano vedere le due vetture sulla stessa strada ed a differenziarle era solo il logo. Altri tempi ed altre scelte industriali oggi un lavoro del genere non è possibile vi sono maggiori controlli e il travaso di know-how non è ben visto.

Il brand bavarese dice stop alle copie (fonte Canva/Google – Bicizen.it)

 

I furbetti hanno perso il loro materiale

BMW assieme ad Amazon hanno vinto la prima causa in Spagna contro quattro contraffattori che vendevano ricambi riportanti il logo del gruppo pur non avendone i diritti. Si tratta di un importante passo avanti e per la casa tedesca di una vittoria che può essere da riferimento anche per altri brand che sono vittime di truffe di questo tipo. Amazon aveva scoperto dei movimenti sospetti tramite l’utilizzo di strumenti tecnologici e quindi aveva deciso di contattare BMW per chiedere se fossero interessati ad un’alleanza per intentare la causa.

Il giudice ha confermato la contraffazione (fonte Canva – Bicizen.it)

Il sito di E-commerce ha attivato un sistema di protezione automatizzato nel 2022 per fermare l’onda di materiale contraffatto che veniva immesso sul sito pronto per essere venduto. Sono stati fermati grazie a questo sistema oltre 800.000 prodotti non originali.

Naturalmente il caso vinto con BMW ha avuto notevole rilevanza per via dell’importanza di entrambi i brand ma la lotta alla contraffazione non si ferma qui. La notizia sarà solo un boost per far si che casi del genere non capitino più, questo monito serva da riferimento anche per gli acquirenti a fare attenzione a ciò che comprano su internet.

Filippo Imundi

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