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Mirafiori: stop alla produzione, lavoratori disperati

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Anna Maria Fondi

Non è certo questo un bel periodo per l’economia in generale del nostro paese, in particolare per quanto riguarda il problema dell’occupazione che ultimamente sta preoccupando e non poco.

Purtroppo i dati parlano chiaro, secondo le indagini Istat infatti, a febbraio 2024 il tasso di disoccupazione è aumentato al 7,5%, soprattutto tra i giovani. E’ ormai chiaro che nel nostro Paese è sempre più raro trovare un lavoro che possa garantire una solidità ed una continuità tale da permettere di vivere serenamente e fare progetti anche a lungo termine.

Sempre più lavoratori in crisi (Bicizen.it)

Non sono più i tempi d’oro dove l’Italia pullulava di aziende floride, ciascuna delle quali poteva vantare un gran numero di dipendenti. Ci riferiamo per esempio alla Fiat degli anni 60/70, anni in cui la produzione registrava un aumento molto deciso ed importante con un grande incremento di vetture, di camion, di trattori e con un raddoppio anche dei dipendenti che arrivarono alla soglia dei centosettantunomila. Sappiamo bene purtroppo qual è stato il destino di questa grandissima azienda torinese fondata nel lontano 11 luglio del 1899, anche per opera del cavalier Giovanni Agnelli. Una realtà che fonda il suo stabilimento a Lingotto, per poi ampliarsi nel 1939 con un ulteriore stabilimento, quello di Mirafiori, oggi nell’occhio del mirino per la grave vicenda in cui è coinvolto.

Che fine faranno adesso migliaia di lavoratori?

Dopo varie e burrascose vicissitudini, oggi nello stabilimento Stellantis Mirafiori si producono solo le Fiat e Abarth 500 elettriche e la Maserati GranTurismo e Gran Cabrio.  Non è sicuramente un buon momento per la fabbrica che sta vivendo uno dei momenti più brutti della sua storia. I 2200 dipendenti, che lavorano alla linea della Fiat 500e  e della Maserati, sono in bilico, in lotta per mantenere il proprio posto di lavoro a causa del forte calo della domanda per i veicoli prodotti.

Mirafiori, stop alla produzione per maggio e cassa integrazione (Instagram@corriere.torino) Bicizen.it

L’idea della Stellantis sarebbe quella di destinare un centinaio di milioni di euro per una nuova versione della 500e che consenta un prezzo più conveniente, ma i Sindacati non sembrano affatto favorevoli a questo tipo di intervento. Tra le altre soluzioni si era pensato anche ad un ipotetico spostamento della produzione della Fiat 500 termica dalla Polonia a Mirafiori, ma anche questa iniziativa sembrerebbe essere stata bocciata dal CEO Carlo Tavares.

Quello che invece è certo oggi è che Stellantis ha comunicato ai Sindacati che Mirafiori resterà chiusa per tutto il mese di maggio e che si ricorrerà ad una nuova cassa integrazione per gli operai delle carrozzerie. Ricordiamo infatti che l’attività lavorativa sulla Maserati e sulle 500 elettrica aveva già subito uno stop e che sarebbe dovuta riprendere il 7 maggio, ma a quanto pare non essendo ancora stati attivati i nuovi incentivi su cui Stellantis contava per rilanciare le vendite della 500 elettrica, queste sono crollate rovinosamente.

Insomma, non c’è pace per i tanti lavoratori che già facevano fatica ad arrivare a fine mese e che con una cassa integrazione che riduce del 90% le attività, subiranno un’ulteriore perdita di 400-500 euro in busta paga. Tutto questo, in concomitanza con il primo maggio, la festa dei lavoratori, suona proprio come una beffa nei loro confronti. Alla luce di quanto sta occorrendo, è evidente che occorre un intervento immediato ma soprattutto, come dichiarato dal responsabile di Mirafiori per la Fiom Cgil, Gianni Mannori,  sarebbe auspicabile una diversificazione di modelli e di gamme dal momento che sembra chiaro non possa bastarne soltanto uno.

 

 

 

Anna Maria Fondi

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