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Il boss di Pramac “spara” sulla Ducati: ecco perché hanno preferito Marquez a Martin

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Antonio Russo

In casa Pramac si fanno i conti con un 2024 intenso che ha visto Martin lasciare definitivamente Ducati dopo l’annuncio della promozione di Marquez.

Uno dei temi caldi della stagione 2024 di MotoGP è stato sicuramente quello legato alla decisione da parte di Ducati di prendere Marc Marquez nel team ufficiale e lasciar andare Jorge Martin in Aprilia. Una scelta che è destinata a fare ancora di più rumore qualora lo spagnolo dovesse riuscire a strappare il titolo iridato dalle mani di Pecco Bagnaia. La Casa Di Borgo Panigale ha puntato tutto sull’ex Honda dopo le buone prestazioni offerte quest’anno in sella alla moto dell’anno scorso.

Jorge Martin, Marc Marquez ed Enea Bastianini (ANSA) – Bicizen.it

Obiettivamente Marquez ha dimostrato di riuscire a fare una differenza assurda su quella Ducati risultando costantemente la migliore delle GP23 e riuscendo addirittura in alcuni frangenti a battagliare da pari a pari con le nuove Desmosedici. A dispetto di ciò però in tanti credevano che a Borgo Panigale avrebbero puntato sul prodotto fatta in casa, quel Martin cresciuto in Pramac, più giovane di Marc e da 2 anni costantemente in lotta per il titolo.

Campinoti dice la sua su Marquez e Martin

A sorpresa però Ducati ha optato per Marquez. La scelta naturalmente ha una doppia valenza. Da un lato ci sono le prestazioni sportive e Marc sembra ancora oggi essere tra i migliori piloti del mondo. Dall’altro lato, invece, c’è la voglia del Brand di Borgo Panigale di legarsi al “marchio” più importante che c’è attualmente in MotoGP dal dopo Valentino Rossi.

Martin e Marquez (ANSA) – Bicizen.it

Ducati è in fondo in MotoGP principalmente per vendere moto e “usare” Marquez come uomo immagine può sicuramente servire tantissimo in tal senso. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Paolo Campinoti, boss della Pramac, ha detto la sua sulla questione: “Volevano il Papa straniero. Peccato, Martin poteva essere il Del Piero o il Totti della Ducati. Un giovane destinato a diventare un campione”. Parole pesanti che fanno capire la reale situazione che si è verificata a Borgo Panigale. Vedremo nel 2025 chi avrà ragione.

Antonio Russo

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