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La FIAT che non ha mai visto la “luce”: usava dei materiali mai visti su un’auto, era avanti di decenni

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Giovanni Messi

Oggi faremo un salto indietro nel tempo per parlarvi di una FIAT davvero mitica, un gioiellino che merita di essere riscoperto da tutti.

Le concept car sono sempre affascinanti, in quanto vengono prodotte in base a dei progetti estremi e futuristici, che mai verranno messi in vendita. Oggi vi parliamo di una curiosa elaborazione della mitica FIAT 126, una delle utilitarie più famose della storia, prodotta tra il 1972 ed il 1991 in Europa occidentale, ma che continuò ad essere venduta sino al 2000 in alcuni mercati dell’Est Europa, come in quello della Polonia. Fu l’ultima auto a trazione e motore posteriore della casa di Torino.

FIAT logo – Bicizen.it

In base a quelli che sono i dati ufficiali, ne vennero prodotti ben 4,6 milioni di esemplari, assemblati negli stabilimenti di Cassino, Desio, Termini Imerese, Bielsko-Biala e Tychy. Lo stile fu curato per il Centro Stile FIAT da Sergio Sartorelli, che regalò al settore automotive del nostro paese uno dei modelli più iconici di sempre. Ancor più curioso è il concept noto come X126 Soft Nose, che risale al 1974 e che fornì questa vettura di caratteristiche innovative. Andiamo a scoprire quali erano i suoi punti di forza ed in cosa fu cambiata rispetto al modello originale.

FIAT, andiamo alla scoperta della X126 Soft Nose

La FIAT X126 Soft Nose fu realizzata dal designer Richard Sapper, e non è mai stata prodotta in serie. Gli interventi più importanti riguardarono l’aspetto della sicurezza, che mezzo secolo fa era ancora tutta da ricercare in modelli di auto che avevano tanti punti deboli rispetto ad oggi. La rivoluzione fu servita dall’utilizzo dei materiali plastici, con la carrozzeria che fu realizzata per proteggere gli occupanti in urti sino a 15 km/h, con paraurti realizzati in gomma e plastica. Essi si estendono sino alle fiancate ed alle portiere, in modo da proteggere la totalità della superficie del veicolo.

All’epoca, la quasi totalità dei veicoli utilizzava dei paraurti in metallo, e questi nuovi elementi furono molto ben amalgamati tra di loro, senza creare problemi durante la fase di assemblaggio. La base tecnica era la stessa della FIAT 126 modello standard, ma si decise comunque di non produrla in serie, per via di canoni estetici che erano troppo lontani da quelli del resto della gamma. Tuttavia, si trattò di un modello in grado di anticipare quelle che sarebbero state le introduzioni future per migliorare la sicurezza delle auto successive.

Giovanni Messi

Giornalista pubblicista. Amante del motorsport e della scrittura, passioni che ho coniugato facendone il lavoro che amo. Non fermatevi mai davanti a nulla.

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