La MotoGP è uno sport molto pericoloso, dove la morte è sempre dietro l’angolo. Un campione della top class ha ricordato un episodio.
“Motorsport is dangerous“, è una frase che è presente su tutti i pass di coloro che hanno la fortuna di accedere ai paddock di F1, e che è valida per tutto il mondo delle corse. Quando si viaggia ad oltre 300 km/h, che si tratti di un’auto, ma ancor di più nel caso delle moto, il rischio che qualcosa vada storto è sempre elevato, ed occorre prepararsi al peggio. La MotoGP è una categoria dove, rispetto alle monoposto, si può fare meno sul fronte della sicurezza, visto che le due ruote hanno sempre può possibilità di causare gravi incidenti.
Per fortuna, da diverso tempo, almeno in top class, non si verifica un incidente mortale, e l’ultimo, come tutti voi ricorderete, risale al GP della Malesia del 2011, quando scomparve il nostro, amatissimo Marco Simoncelli. Molte volte, e questo è giusto sottolinearlo, la fortuna ci ha messo una bella mano sopra, perché di tragedie ne sono state sfiorate tante in questi anni. Chiedere a Valentino Rossi in relazione a quanto accadde nel 2020 in Austria. Nelle prossime righe, vi parleremo del brutto incidente accorso a Joan Mir anni fa, di cui non si è mai parlato abbastanza.
Attuale pilota del team Repsol Honda HRC, lo spagnolo Joan Mir ha vinto un rocambolesco mondiale in MotoGP con la Suzuki nel 2020, al suo secondo anno in classe regina. Fu proprio nel 2019 che lo spagnolo, da debuttante, rischiò la vita a seguito di un drammatico incidente che avvenne sul tracciato di Brno, durante alcuni test. Il rider iberico rimediò una contusione polmonare e venne trasportato d’urgenza all’ospedale, ritrovandosi costretto a saltare le gare in Austria ed in Gran Bretagna. Le sue capacità di respirazione furono compromesse per qualche giorno, ed è stato anche in terapia intensiva.
In un’intervista riportata sul sito web “Todocircuito.com“, Mir è tornato su quella drammatica vicenda, che non ebbe molto spazio all’epoca in MotoGP: “Ero in terapia intensiva, ricordo che dopo una settimana iniziai ad alzarmi, mi ci è voluto diverso tempo. Non ne ho parlato molto con la stampa, le telecamere non hanno registrato ciò che accadde realmente. Non abbiamo mai parlato troppo, ma questo non vuol dire che non sia stato difficile. Ho perso tutte le forze, peso ed energie, per me fu molto difficile tornare in moto perché avevo avuto un problema meccanico, non è stato facile fidarmi di nuovo della moto. Fu uno dei peggiori incidenti della mia vita“.
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