Marc Marquez è stato il protagonista assoluto di questo inizio di stagione in MotoGP, ed ora arrivano parole forti di Davide Tardozzi.
La MotoGP è pronta a tornare in Europa, per il Gran Premio di Spagna che si disputerà il prossimo fine settimana sul tracciato di Jerez de la Frontera. Marc Marquez vuole fuggire via nel mondiale dopo essere tornato a condurre le operazioni, rispondendo sul campo al brutto errore di Austin. Il nativo di Cervera ha ottenuto pole position, vittoria nella Sprint Race e trionfo nella gara domenicale a Lusail, mettendo in mostra una superiorità imbarazzante.
Al momento, i valori in campo sono abbastanza chiari, con Marquez che è già in pieno controllo al primo anno nel team ufficiale Ducati, mentre Pecco Bagnaia rischia di uscire più che ridimensionato dal confronto interno. Già il titolo perso lo scorso anno è stato uno smacco abbastanza difficile da superare, visto che ciò è avvenuto contro un team privato come Pramac Racing, ed ora c’è questo scomodo duello interno. Marc è il padrone assoluto del team, come dimostrano anche le dichiarazioni che vi andremo a riportare nelle prossime righe.
Parlando alla testata spagnola “AS“, il team manager della Ducati, Davide Tardozzi, è stato molto chiaro su quelle che sono le attuali gerarchie interne alla Ducati. A suo parere, Marc Marquez è il re della squadra, mentre Pecco Bagnaia è il principe. Tardozzi ha inoltre fatto capire che per Pecco sarà molto difficile pensare di battere il compagno di squadra, ma che ciò potrebbe accadere in alcune tappe.
Ecco le parole di Tardozzi: “Quando Marquez ha girato in 52.5 ed in 52.6 a quattro o cinque giri dal termine, ha fatto capire che è il re in questo momento. Penso che in Ducati abbiamo Marc che è il re e Pecco che è il principe, ci sono ben 11 titoli mondiali nel nostro box. Inoltre, possiamo contare su una moto eccezionale e non potremmo che essere molto felici. Marc le vincerà tutte? C’è questa possibilità, ma credo che Pecco quest’anno vincerà delle gare battendolo. Marc è maturato molto ed ora sa prendersi anche un secondo posto, se sa di rischiare troppo. Il Marc di oggi è migliore di quello del passato, migliora di anno in anno e farà paura per i prossimi quattro o cinque anni“.
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