Nel 2026 la famiglia BMW si gioca una delle sue partite più importanti: riportare la Serie 3 al centro della scena e farlo con due anime, termica ed elettrica, senza tradire la sua identità. È la stessa vibrazione che provi quando rivedi una strada conosciuta con la luce giusta: familiare, ma nuova.
Tra pochi mesi vedremo una berlina che corre su binari paralleli. Da un lato il comfort rassicurante del motore con pistoni. Dall’altro il silenzio pieno e scattante dell’elettrico. Entrambe anche in versione station wagon, perché la praticità non è un optional emotivo. I prezzi? Non ufficiali: le stime più prudenti parlano di 55.000-65.000 euro a seconda di allestimenti e motorizzazioni.
Qui sta il punto, ma non ancora. Prima la scena.
Ti immagini un cofano lungo, l’abitacolo arretrato, una linea che non ha bisogno di gridare per farsi guardare. Ora prova a pensare la stessa auto con un cofano un po’ più corto, il montante anteriore avanzato e la cintura di finestrini che sale. Due silhouette, una firma: il doppio rene BMW.
La nuova i3 su base Neue Klasse arriva dopo la nuova iX3 elettrica. Segue lo stesso linguaggio: frontale condiviso con la sorella termica, ma griglia anteriore chiusa sulle versioni a batteria. Le proporzioni cambiano: più slancio sull’elettrica, postura classica sulla termica. La nona generazione della Serie 3 con motori tradizionali resta su piattaforma CLAR, con un frontale ripensato, doppio rene più sottile e una cornice illuminata che ingloba i gruppi ottici.
Dentro, l’abitacolo diventa una lama luminosa. BMW ha annunciato un display panoramico a tutta larghezza, posizionato sotto il parabrezza, che sostituisce la classica strumentazione dietro il volante; il nome commerciale può variare nei materiali diffusi, ma il concetto è chiaro. Volante futuristico, e un display centrale esagonale per l’infotainment: meno tasti, più immediatezza. È una cabina pensata per lo sguardo, non per l’abitudine.
La BMW i3 dovrebbe partire con un dual motor da 345 kW (469 CV) e batteria da 109 kWh. L’autonomia stimata è nell’ordine degli 800 km su ciclo dichiarato: dato credibile, ma da confermare al lancio e soggetto a omologazione finale. In seguito è attesa una variante single motor con accumulatore più piccolo, per ridurre costo e peso.
Capitolo emozioni forti: la prima iM3 elettrica. Quattro motori, uno per ruota, e una potenza combinata oltre i 1.000 CV. È la promessa di un controllo millimetrico della trazione e di quei decimi che diventano ricordi. E se ami la benzina, respira: la M3 termica resta in gamma.
Sul lato tradizionale, la nuova Serie 3 proporrà unità mild hybrid benzina e diesel, oltre a una versione plug-in. Il calendario prevede presentazione entro fine anno e arrivo sul mercato nel 2027. Le specifiche complete non sono state ancora comunicate: niente numeri certi su potenze e consumi finché le schede tecniche non saranno ufficiali.
Ora il punto centrale. BMW non sceglie un futuro solo: lo costruisce doppio. Mette a fianco la memoria muscolare del cambio e il brivido istantaneo della coppia elettrica. È come avere due colonne sonore per la stessa strada di notte: una con il battito del minimo al semaforo, l’altra con quel fruscio pieno che senti solo oltre i 50 all’ora.
La domanda, allora, è semplice e personale: quando arriverà la tua prossima Serie 3, vorrai sentire l’odore della benzina al mattino o il clic secco del connettore alla colonnina sotto casa? In entrambi i casi, l’alba sarà la stessa. Cambia solo il suono con cui ci arrivi.
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