Canzoni sul ciclismo, non solo Il bandito e il campione: ce n’è una che vi farà piangere

Anche il mondo della musica si è spesso concentrato sul ciclismo, dedicandoci splendidi brani come Il bandito e il campione di Francesco De Gregori. Ce n’è uno che nessuno ricorda e fa piangere.

Le canzoni sono, di sicuro, un mezzo per commuoverci e farci provare splendide emozioni. Quelle legate allo sport sicuramente stimolano gli appassionati di questo settore.

La canzone di Francesco De Gregori sul ciclismo
Canzoni sul ciclismo, Il Bandito e il Campione di Francesco De Gregori (ANSA) Bicizen.it

Il bandito e il campione è sicuramente il brano più famoso legato al mondo del ciclismo. Questo è ispirato alla storia di Sante Pollastri e Costante Girardengo che sono stati rispettivamente un criminale e un grande ciclista. Il brano è la prima traccia dell’album dell’agosto del 1993 omonimo dove troviamo altri brani importanti come Viva l’Italia e Titanic.

Un altro grande cantautore come Enzo Jannacci ha scritto una canzone su un grandissimo protagonista della storia delle due ruote e cioè Gino Bartali. Tra le altre canzoni ricordiamo anche In bicicletta di Riccardo Cocciante e Gimondi e il cannibale di Enrico Ruggieri. Andando oltre confine invece possiamo apprezzare Bicylce Race dei Queen e Bicycle Song dei Red Hot Chili Peppers. Ora però andiamo a parlare di un brano che fa davvero venire le lacrime agli occhi.

La canzone sul ciclismo che più fa piangere

…E mi alzo sui pedali è contenuta nel brano del 2007 degli Stadio ed è una canzone davvero splendida. Il testo è stato scritto da Giancarlo Bigazzi con Saverio Grandi e Gaetano Curreri, mentre la musica è di Marco Falagiani.

La canzone degli Stadio su Marco Pantani
Canzoni sul ciclismo, questa fa piangere (ANSA) Bicizen.it

Il brano è dedicato alla memoria di Marco Pantani, tragicamente scomparso il 14 febbraio del 2004. Il brano è diventato anche la sigla del film per la tv Il Pirata Marco Pantani trasmesso in prima tv proprio nel 2007 su Rai 1.

Una storia tragica quella del Pirata che abbiamo approfondito anche grazie al criminologo Luca Steffenoni che ha scritto uno splendido libro su questo mistero italiano.

Ancora oggi, a vent’anni dalla morte del ciclista, non possiamo fare altro che ricordare la sua grandezza e l’incertezza per quella morte arrivata ad appena 34 anni. Un punto della storia italiana drammatico che abbiamo tutti visto con una punta di dolore almeno una volta nelle nostre vite.

Il brano parla del ciclista dopo la sua morte ed è una sorta di testamento musicale che fa venire la pelle d’oca. Non possiamo dunque che riascoltarla e riascoltarla per vivere emozioni incredibili e con quel retrogusto amaro che lascia una morte assurda, incredibile e che nessuno può dimenticare anche per la poca chiarezza girata attorno.

Impostazioni privacy