Fra Stellantis e il governo italiano evidentemente non c’è pace. Le ultime dichiarazioni del Gruppo non lasciano spazio a dubbi.
Non sono giorni semplici per quanto riguarda il futuro dell’Italia dal punto di vista automobilistico. Il Governo, capitanato dalla Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, ha una posizione decisamente chiara per quanto riguarda i prossimi anni dell’Italia a quattro ruote.
Trovare un accordo con Stellantis, però, non è semplice. Il famoso gruppo automobilistico e lo Stato italiano devono trovare un compromesso che per il momento evidentemente non c’è e non si palesa in maniera effettiva. Tra l’altro, nelle ultime ore, il colosso dell’auto avrebbe risposto alle critiche ricevute negli ultimi tempi da Giorgia Meloni e non solo.
Come abbiamo detto nelle righe precedenti, sembra proprio complicato ad oggi trovarci di fronte ad un compromesso fra l’Italia e Stellantis. Il botta e risposta sul futuro della produzione automobilistica italiana continua a rimanere attuale. A testimonianza di ciò, all’interno di questo articolo riportiamo le parole di Carlos Tavares, CEO di Stellantis.
Secondo quest’ultimo, l’Italia dovrebbe fare di più per proteggere i posti di lavoro nel settore auto invece che scagliarsi contro la società italo-francese per la mancata produzione della stessa all’interno dei confini nazionali. Questa la risposta riportata dall’agenzia Ansa: “Si tratta di un capro espiatorio nel tentativo di evitare di assumersi le responsabilità per il fatto che, se non si danno sussidi per l’acquisto di veicoli elettrici, si mettono a rischio gli impianti in Italia”.
A Tavares ha risposto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, e non lo ha fatto di certo in maniera velata: “Se lui o altri ritengono che l’Italia debba fare come la Francia, che recentemente ha aumentato il proprio capitale sociale all’interno dell’azionariato di Stellantis, allora che ce lo chiedano”.
Infine, Urso ha anche sentenziato che “se l’obiettivo dell’aumento della produzione di auto in Italia non verrà raggiunto, dal prossimo anno le risorse del fondo automotive saranno indirizzate non più a incentivare i consumi, ma a sviluppare nuovi investimenti produttivi in Italia, anche di riconversione produttiva, e una seconda casa automobilistica nel nostro Paese”.
Stiamo parlando di una serie di botta e risposta che non fanno altro che creare un dibattito che bene all’industria automobilistica italiana non fa di certo. In ogni caso, vedremo in futuro se qualcosa cambierà e in quale direzione andrà.
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