La prima e-bike a motore nasce in Italia: settore rivoluzionato, che look e che potenza

Le e-Bike sono tra i mezzi di trasporto più comuni, con l’Italia che ha saputo ampliare sempre di più i propri orizzonti.

Il bike sharing è diventato molto frequente nelle principali città del Belpaese, considerando infatti come grazie a loro è possibile circolare in strada con dei mezzi veloci e a impatto zero. Si tratta di un grande aiuto soprattutto per l’ambiente, con questi mezzi che permettono di abbattere le emissioni di CO2, limitando sensibilmente anche l’inquinamento ambientale.

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Rivoluzione nel settore e-Bike in Italia (Canva – bicizen.it)

Al giorno d’oggi ci sono anche tantissimi colossi motociclistici che hanno deciso di lanciarsi nella produzione di e-Bike, come nel caso della Yamaha o anche un marchio di auto come l’Audi. Per questo motivo non deve sorprendere il fatto di come le nuove realtà stiano cercando di puntare moltissimo proprio in questo ambito, con l’Italia che dimostra ancora una volta la propria genialità.

I mezzi elettrici hanno in batteria e motore uno dei punti che meritano di essere maggiormente limati e come sempre è l’Emilia a essere la terra dei propulsori. Questa volta il grande cambiamento giunge dalla città di Reggio Emilia che ha dato vita così alla Edinamic, una realizzato una bellissima e-Bike che monta un propulsore unico nel proprio genere.

Edinamic EDC1: il motore a carbonio del futuro

La prima e-Bike che ha montato il motore a carbonio della Edinamic è stata una eMTB Olympia Murdock, con questa che è stata presentata in occasione del grande evento di Bike Festival, tenutosi nella splendida località di Riva del Garda, in provincia di Trento. Nonostante la scelta di utilizzare un motore a carbonio, sorprende il fatto che il peso rimanga indicativamente simile a quello delle altre e-Bike.

Il propulsore in questione pesa infatti 2,85 kg, ma il suo vero punto di forza è la dolcezza e la gradualità con il quale è in grado di erogare potenza. Questo permette così di assicurare la miglior assistenza possibile al ciclista in occasione della pedalata, permettendo così di ridurre quanto più possibile l’attrito e rendendo più lineare lo sforzo fisico.

Rimane un motore che permette di garantire un’accelerazione da 25 km/h, con questo che dunque permetterà alle e-Bike che lo sfrutteranno di non dover essere catalogate quasi come delle moto con obbligo di patente. Una rivoluzione che potrebbe dare il via a un nuovo mondo per quanto riguarda le bici elettriche e ancora una volta è l’Italia a dimostrarsi innovativa e aperta alle nuove scoperte, con l’Emilia che come sempre è il punto di riferimento tra gli appassionati.

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