Scatta una grave polemica che arriva in tribunale. Protagonista, l’Autovelox montato sulle strade di una famosa città italiana che ha causato tutto.
Se chiedete ad un automobilista italiano qual è la cosa che lo irrita maggiormente alla guida, è molto probabile che vi risponda l’Autovelox. La pratica di installare questi dispositivi praticamente ovunque ci sia una strada a scorrimento veloce ha portato perfino esponenti della classe politica a mettere in discussione l’effettivo utilizzo di questi strumenti per la sicurezza, parlando direttamente di “Autovelox selvaggi” montati per fare cassa.
E’ stato notato più volte infatti come la media di Autovelox per abitanti nel nostro paese sia di molto inferiore a quella di nazioni molto più grandi, dove vengono in proporzione montati meno dispositivi di questo genere. Ultimamente poi alcuni casi di contenziosi tra Comune ed automobilisti che hanno preso o rischiato di prendere la multa sono anche finiti in tribunale, come quello di oggi.
Per la storia di oggi ci spostiamo in una città dove sono state già prese decisioni molto drastiche riguardo la velocità massima che si può mantenere in auto. Si parla di Bologna, città dove non molto tempo fa è stata introdotta la cosiddetta “Zona 30” nei centri abitati che impone proprio questo limite alla velocità delle auto circolanti. Non è l’unica decisione che ha portato a delle polemiche, a quanto pare.
Questa volta sarebbe stata Altvelox, associazione che tutela gli automobilisti e gli utenti della strada in generale a protestare pesantemente contro l’installazione di alcuni Autovelox sul suolo bolognese. La situazione è improvvisamente precipitata quando la società ha scelto di portare in tribunale il sindaco Matteo Lepore e l’Assessore alla Mobilità Valentina Orioli come rappresentanti del Comune della città.
La polemica è nata perché, come ha annunciato lo stesso ente, il Comune di Bologna avrebbe – almeno stando a quanto si legge nell’enunciato in questione – installato degli Autovelox con un software non aggiornato che tendono a leggere valori errati o addirittura a rilevare velocità impossibili: “l Comune di Bologna persiste ad utilizzare massicciamente una serie infinita di rilevatori delle velocità in varie zone e vie del territorio comunale di Bologna prive di debita omologazione”, l’accusa lanciata.
Con questo atto giudiziario, l’associazione avrebbe in effetti richiesto il sequestro degli apparecchi installati. Dal Comune, per il momento, non è arrivata una risposta che forse, arriverà tramite le vie legali a questo punto. Chiaramente un Autovelox non a norma non può certificare nessun tipo di eccesso. Resta però da vedere tramite una perizia se davvero quelli “incriminati” hanno questo problema o meno; saranno le autorità preposte, ora, a stabilirlo.
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