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Curiosità

L’auto “assassina” della Ford che tutti hanno dimenticato: bastava pochissimo ed era la fine

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Simone Tortoriello

La Ford ha progettato tante auto di altissimo livello, ma solo in pochi si ricordano del modello entrato nella storia come “assassina”.

Non ci sono dubbi sul fatto che al giorno d’oggi le grandi case automobilistiche siano alla ricerca di un progetto a quattro ruote che possa essere quanto più possibile attento alla sicurezza. Gli sviluppi tecnologici oggi hanno raggiunto un livello incredibile, dunque è favoloso notare come in certi casi, anche gli incidenti più violenti riescano a evitare delle vere e proprie tragedie.

L’auto assassina della Ford (Bicizen)

Questo però in passato non era così comune, con la Mercedes che di fatto fu la prima negli anni ’50 che capì la grande importanza che vi era attorno alla progettazione di un veicolo che non fosse solo prestazionale, ma anche molto sicuro. Negli anni ’70 invece il mondo automobilistico viveva un periodo molto complicato, a causa anche della crisi del petrolio.
La Ford però decise progettare tra il 1973 e il 1980 un particolare modello chiamata “Pinto”. Una Ford che doveva rappresentare uno dei grandi top di gamma della casa americana, ma il progetto ebbe degli alti e dei bassi. Di certo non è il massimo per un’automobile ricevere il poco nobile soprannome di “auto assassina”.

Ford Pinto: perché era “l’auto assassina”?

A progettare questo modello fu il manager della sezione delle corse della Ford, ovvero Lee Lacocca. Questi infatti voleva dare vita a un’auto a basso costo, ma che allo stesso tempo fosse in grado di ottenere delle buone prestazioni. I tempi inoltre dovevano essere serrati, perché servivano al massimo due anni di tempo per concludere il progetto della Pinto.
Ne furono prodotte ben 3 milioni, il che la portò ad avere un grande riscontro popolare all’inizio, peccato per quel limite sulla sicurezza. Dovendo abbattere i costi e i tempi, il materiale che fu utilizzato non fu certo dei migliori.

La Ford Pinto (Press Media – Bicizen)

Ecco che nel momento in cui la Pinto veniva tamponata anche a basse velocità, bastavano già 50 km/h, il serbatoio finiva per essere schiacciato, provocando così nel migliore dei casi solo scintille e nel peggiore degli incendi.
Questo comportò una serie innumerevole di morti, con questo difetto che ha causato ben 900 decessi. A peggiorare la situazione ci pensò il fatto che la stampa scoprì che il costo del serbatoio era di soli 11 Dollari, dunque un risparmio inaudito. La Ford Pinto causò non pochi problemi alla casa statunitense, con i risarcimenti che furono anche milionari, ma per fortuna tutto è cambiato e non ci sono più problemi con questo marchio.

Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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