Auto vietate in Italia, se ce l’hai rischi grosso: corri a comprarne un’altra

Sapete che ci sono delle automobili vietate in Italia? Alcune di queste se ce l’hai rischi veramente grosso e devi scendere a compromessi e comprarne un’altra. 

Andiamo a capire più da vicino quali casi potrebbero crearci dei problemi e causarci delle sanzioni che rischiano di metterci nei guai.

Divieto auto
Auto vietate in Italia, ecco cosa fare (Bicizen.it)

Il mondo della mobilità è cambiato molto spesso, regalandoci delle sorprese che magari nemmeno ci aspettavamo. Per questo non ci stupiamo se arrivano novità che ci costringono a cambiare autovetture. Ricordiamo poi anche che ogni paese ha delle legislazioni diverse in merito, anche se tutti quelli che fanno parte dell’Unione Europea devono seguire un filone comune.

Prendere delle scelte diventa alle volte obbligatorio, soprattutto se l’autovettura la utilizziamo tutti i giorni e per noi diventa necessario effettuarne la sostituzione. Si tratta di una scelta dettata dall’esigenza di non incontrare delle multe che in questi casi si fanno veramente molto severe. Ma andiamo a vedere quali sono le automobili vietate nel nostro paese a cui purtroppo saremo costretti a rinunciare.

Auto a cui rinunciare in Italia, se ce l’hai corri dei rischi

Una nota Anci ha specificato alcune cose importanti in fattore di circolazione, aggiungendo il divieto che è iniziato lo scorso 1° gennaio per i veicoli con termico motore adibiti a servizio di trasporto pubblico locale, alimentate a benzina o a gasolio che abbiano caratteristiche antinquinamento Euro 2 ed Euro 3. Queste infatti vengono considerate troppo inquinanti e portano a sanzioni pesanti.

Dal 1° ottobre 2025 invece, a Milano, sarà vietato il transito ad auto diesel Euro 6 acquistate dal 2019. Si tratta di rivoluzioni che potrebbero infastidire numerose persone e creare delle polemiche che si discuteranno più a ridosso di questa data.

Divieto automobili
Queste automobili sono vietate (Bicizen.it)

Sono molte le città, soprattutto quelle più grandi e trafficate, che hanno allestito aree verdi e abolito alcuni tipi di veicolo. La sanzione amministrativa è stabilita in cifre che variano dai 163 ai 658 euro. Oggi diventa fondamentale dunque adeguarsi per rispettare l’ambiente e fare un cambio verso l’ecosostenibilità.

La sensazione è sempre quella che molto presto, anche se magari con questo termine temporale si indicano almeno dieci anni, si passerà all’elettrico in scala nazionale. Un’evoluzione molto interessante in fatto ambientale, ma che potrebbe portare a dei costi non facilissimi da sostenere e che possono diventare un disagio a chi magari al momento non è in grado proprio di cambiare macchina. Sicuramente arriveranno anche delle sovvenzioni statali, ma basteranno?

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