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Per chi inizia

di Alfredo Bellini

Ogni volta che ascolto qualche adulto che desidera iniziare o riprendere ad andare in bici, quasi sempre mi trovo a dover replicare a tutta una serie di dubbi e pregiudizi che, se non vengono subito chiariti, possono costituire un freno paralizzante per iniziare a pedalare. In questo modo ci si può facilmente scoraggiare.

Se poi la decisione possibile riguarda l’utilizzo della bici in una grande città, le domande aumentano e sono accompagnate da un elenco più o meno lungo di risposte di autosabotaggio. Alcune di queste perplessità sono sicuramente legittime, e io stesso le ho avute quando ho ripreso “da grande” a pedalare. Altre però non sono altro che ostacoli gratuiti, paure che la nostra mente ci regala per un semplice e naturale istinto di sopravvivenza.

La bellezza di andare in bici, i suoi benefici dal punto di vista di salute, benessere, libertà di movimento e anche di portafoglio, sono di gran lunga superiori ai fantasmi più o meno reali che vengono a farci compagnia.

Vediamo allora quali sono le domande ricorrenti per chi inizia o ha deciso di riprendere ad andare in bici, soprattutto in una grande città. E proviamo a dare alcune possibili risposte.

Sì mi piacerebbe prendere la bici in città… ma non è pericoloso? Ci sono tanti automobilisti che corrono e nella mia città non ci sono piste ciclabili. Riconosco di aver paura

Questa è una paura naturale. Per molti automobilisti una bici che si muove nella città diventa un intralcio alla sua fretta di correre. Il condizionamento culturale italiano che ci dice che è meglio prendere l’auto per spostarsi è sempre stato molto forte, e le auto in città, come mezzo di trasporto, sono normalmente più accettate delle bici.

La bici, soprattutto nelle grandi città, viene ancora percepita come un mezzo povero e lento, perfino un po’ bizzarro. In bici, è vero, si è meno protetti. Tuttavia, rispetto all’automobilista chiuso dentro l’auto, anche per via della posizione più elevata che si assume quando si pedala, è decisamente più attivo e concentrato nel presente. Ciò aumenta notevolmente il proprio livello di sicurezza: ad andare in bici ci mantiene svegli. I benefici dell’uso regolare della bici superano decisamente quelli del rischio di incidente. Come dice il grande ciclosofico Didier Tronchet: “Andare in bici in città non è pericoloso; è usare la macchina che è pericoloso per il ciclista”. L’approccio, quindi, è anche culturale e politico: muoversi in bici è tanto più sicuro quante più biciclette circolano. In attesa di tempi migliori, andiamo lo stesso tranquillamente in bici ma facciamolo con cervello!

Be', vero, ma se nella mia città ci sono troppe salite? Non sono allenato e non vorrei arrivare sudato in ufficio

Per iniziare di nuovo a pedalare è ovviamente consigliabile, nei primi tempi, effettuare brevi giri pianeggianti, magari in zone poco trafficate. Oppure partecipare ad escursioni organizzate, tanto per riprendere confidenza con le due ruote e iniziare a fare un po’ di fiato. Quando ci si sente pronti (in termine puramente ciclistico si dice “iniziare a fare la gambetta”) si può decidere, allora, di intraprendere giri progressivamente più lunghi e affrontare qualche salita, per poi passare ad usare la bici per spostamenti quotidiani, come andare a lavoro o fare commissioni.

In genere, dopo qualche uscita, si è senz’altro pronti per affrontare con tranquillità e scioltezza diversi saliscendi.Qualora ci fossero salite frequenti e ripide da affrontare, e laddove una volta giunti a destinazione (ad esempio il luogo di lavoro) non ci fosse la possibilità di cambiare gli indumenti o fare una doccia, è consigliabile l’utilizzo di una bici a pedalata assistita o una bici pieghevole.Va anche sottolineato che con una pedalata tranquilla  generalmente non si arriva sudati entro un raggio di percorrenza di 10 km. Inoltre un pò di fatica non può che farci bene …il pensiero diventerà più fluido e saremo molto più zen!

E come la mettiamo con l’aria inquinata? Se giro in bici non sono esposto di più all’inquinamento?

Questo è forse il pregiudizio più duro da abbattere ed è frutto di una percezione distorta. Diversi studi infatti hanno dimostrato che chi va in bici respira meno inquinanti rispetto a chi sta seduto in auto. In bici si respira aria da una posizione generalmente più alta di un automobilista e non si rimane bloccati all’interno dell’auto respirando gli inquinanti in modo passivo. Uno dei diversi studi più accreditati sull’argomento è stato elaborato da Martino Caranti.

Mi piacerebbe prendere la bici anche per fare un po’ di sano esercizio, magari per dimagrire... Ma davvero fa bene alla salute?

Fa molto bene e i benefici sono molteplici. Un uso costante e regolare della bici direi provoca dipendenza! Infatti ad esempio favorisce la circolazione sanguigna, tiene in allenamento il cuore, combatte lo stress e la depressione, migliorando l’umore perchè si producono endorfine naturali, fa dimagrire e si riducono velocemente i grassi in eccesso nel sangue (colesterolo e trigliceridi).

Inoltre dopo una bella pedalata e dopo aver smaltito un pò di grassi, ci si potrà concedere il piacere di qualche lusso gastronomico in più, senza sentirsi troppo in colpa!

In effetti, a pensarci bene, potrei risparmiare anche qualche soldino nel non prendere spesso l’auto. Quanto potrei guadagnare al mese, o meglio quanto potrei risparmiare se prendessi spesso la bici al posto dell’automobile?

La risposta qui non può che essere soggettiva. Personalmente risparmio circa 8 euro al giorno quando vado a lavoro in bici, ossia circa 40 euro a settimana, 160 euro al mese, 1.500 euro all’anno. Soldi risparmiati per parcheggio, benzina, pedaggio. Ma ovviamente può essere di più o di meno a seconda del proprio percorso e delle proprie abitudini. Il risparmio maggiore, però, è in termini salute e di tempo guadagnato… e questo, a mio avviso, non ha prezzo!

Se andassi al lavoro in bici credo che i miei colleghi mi prenderebbero in giro...

Effettivamente le prime volte che sono andato a lavoro in bici l’incredulità, accompagnata dalla risatina di qualche collega, c’è stata, ma la cosa non mi ha mai interessato più di tanto. Al contrario, mi ha in qualche modo stimolato. In alcuni di loro mi sembrava di cogliere un pensiero del genere: “Che bello, lo farei anche io ma non ho il coraggio”; oppure “Se lo facessi gli altri chissà che penserebbero di me”.

Certamente qualcuno farà battute ironiche e malevole: capita. Ci saranno, però, tanti altri che invece apprezzeranno e che magari a breve ti seguiranno, e verranno al lavoro in bici. A me è successo! L’effetto imitazione può essere contagioso: più le persone vedono qualcosa, più iniziano ad accettarla. Quindi non mi preoccuperei più di tanto: non sarà certo questo aspetto cosi marginale a farci rinunciare a prendere la bici, vero?!?

E quando piove o fa freddo come si fa?

Anche questa è una resistenza psicologica e culturale molto forte. Diciamolo subito: non sempre ci sarà il tempo ideale per andare in bici. Potrà fare troppo freddo o troppo caldo, potrà esserci vento o pioggia. La mia esperienza dice che, ad esempio, dopo aver pedalato in una giornata molto fredda dopo qualche minuto il mio corpo è ben riscaldato, ed è un piacere pedalare con l’aria frizzante. Perciò in caso di pioggia si può anche andare in bici, ma bisogna attrezzarsi con un minimo di abbigliamento ed accessori  specifici.

Anche nelle giornate troppo calde e afose si può pedalare, magari portando una maglietta di ricambio con sè. Per farci un’idea di come sia possibile usare la bici nonostante il clima, basti osservare come in molte città del nord Europa, con un clima rigido e piogge frequenti, si vada ugualmente in bicicletta, magari utilizzando il servizio di bike sharing. Se ci fosse una maggiore cultura della bici, a mio avviso il problema “meteo” sarebbe davvero marginale.

Ma se devo fare un servizio e devo fare in “fretta”, con la bici non ci impiego molto più tempo?

C’è un proverbio che dice: “Non correre troppo in fretta: non puoi sentire il profumo dei fiori”. Credo sia proprio cosi: viviamo sempre correndo e di corsa, e ci perdiamo a volte il gusto del presente, il qui ed ora. Quindi rallentare prima di tutto, essere “bicizen”, appunto. Inoltre è ormai consolidato che la bicicletta, nei centri cittadini, impiega meno tempo rispetto ad altri mezzi di locomozione come autobus, auto e scooter . Questo dato viene confermato ogni anno da una simpatica gara organizzata da Legambiente, denominata Trofeo Tartaruga.

Ho dei figli piccoli e mi piacerebbe che anche loro andassero in bici, magari anche a scuola... Ma ho paura che sia troppo pericoloso

Voglio risponderti con un’altra domanda: hai mai sentito parlare del Bicibus? Considerato che una buona fetta degli spostamenti, in ambiente urbano nelle ore di punta, riguarda il trasporto dei bambini a scuola, alcune scuole del nord Italia, insieme ai genitori e alle municipalità locali, organizzano percorsi protetti. I bambini si recano con la loro bicicletta alla fermata più vicino casa e aspettano i volontari ed il gruppo, per proseguire verso la scuola. Al ritorno avviene lo stesso. Al Bicibus si accompagna tutta una serie di iniziative didattiche quali, ad esempio, laboratori pratici sull’educazione alla mobilità sostenibile e sulla conoscenza del territorio.

La riscoperta dell’uso della bicicletta esprime così anche una visione educativa: i bambini acquistano autonomia e senso di responsabilità, fanno movimento, sperimentano una nuova modalità di relazione con gli altri, si divertono. Per ricaduta si riducono problemi di salute come l’obesità precoce. E anche i genitori sono contenti! 

La bici va bene per alcuni spostamenti, ma non per tutti... Ad esempio se devo fare un trasloco o la spesa come si fa senz'auto?

In questo sito si fa riferimento allo zen e ad applicare logiche di buon senso, non certo a fanatismi ciclistici! L’automobile può continuare ad esserci utile in diverse occasioni, e si usa quando realmente non se ne può fare a meno. Utilizzare l’automobile per fare lunghi viaggi ha senso, usarla per piccoli tratti in città non ne ha. Ma ciò che conta è il nostro rapporto con l’auto: introducendo l’uso della bicicletta nel nostro quotidiano, non saremo più schiavi dell’automobile.

Ad ogni modo è vero anche che per piccoli acquisti o per trasporti leggeri si può comunque utilizzare la bici, che non ha bisogno di parcheggi, o non è soggetta a limitazioni di accesso nei centri urbani come accade invece per l’auto. Il comune di Reggio Emilia, prendendo esempio dalla Germania, ha introdotto alcuni anni fa un servizio denominato “un carrello della spesa per bici” ossia un piccolo rimorchio da agganciare alla bici che consente di effettuare tranquillamente e facilmente la spesa.

E se devo andare dall’altro capo della città oppure fuori città? Come faccio ?

La massima parte degli spostamenti in città avviene normalmente in un raggio di pochi chilometri. Se i chilometri da percorrere sono molti o si ha la necessità di spostarsi fuori dalla cinta urbana, si può pensare di utilizzare l’intermodalità (ossia la combinazione di bici più trasporto pubblico o bici più auto. L’intermodalità si sposa bene anche con il servizio di bike sharing  laddove è presente 

Ok, mi hai quasi convinto! Mi piacerebbe però, per iniziare, poter pedalare in compagnia: a chi mi posso rivolgere?

In ogni città o provincia ci sono associazioni che organizzano splendide gite e escursioni in gruppo e inoltre in diverse città esiste l’evento festoso mensile della Critical Mass 


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